TRY

Hai provato a non cascarci, poi, quando ci sei cascata, hai provato a non cadere. Hai provato a tornare sulle gambe, a riprendere equilibrio e passo. Hai provato a voltare la testa dall’altra parte, col vento contro. Hai provato a sfilartene con l’eleganza di una diva decadente e decaduta. Hai provato a salvare, a salvarti, a salvarlo, a salvarvi. Hai provato a mentire, a mentirti, ma non sei mai così indulgente coi bugiardi, anche quando ti abitano dentro. Hai provato a fartelo bastare, a bastarti, ma non sei mai di manica larga nel dire che basta. Hai provato a distogliere il pensiero, a non concendertelo neanche, il pensiero, a punirlo, quando riaffiorava. Hai provato a farlo uscire dagli occhi, pensando che uscisse dal resto. Hai provato con Dio, la Madonna, Buddha, Visnu e con quattro amuleti senza valore. Hai provato ad ammazzarne il senso e ci sei anche riuscita, ma gli altri sensi sono sopravvissuti. Hai provato a restare in contatto, col contatto che ti strappava la pelle. Hai provato a tenerlo di nuovo sotto la pelle, che magari, al caldo, smetteva di far male. Hai provato a stare muta, muta, muta che poi non riuscivi più a ricordare come si articolassero i suoni. Hai provato a riderne, ma ti usciva amaro. Hai provato a far passare tempo, a bruciare il tempo con le sigarette che fumavi. Hai provato a raccontarlo in giro, a parole, a gesti, scrivendo, sperando che la tensione si svuotasse, che perdesse vigore. Hai provato a non intercettarne neanche l’ombra, neanche il sentore, a chiudere i canali, a chiudere la mente, a cicatrizzare la fonte del benessere, che aveva ripreso vita. Hai provato a guardare in alto, dentro, fuori, di lato, tutto intorno, a elaborare la tua versione allo specchio, a fissartela bene in mente, per le spiegazioni che sentivi di doverti dare, ogni minuto. Hai provato a tagliare, ma hai sanguinato solo tu.

Insomma, ci hai provato.

E allora ti chiedi cosa non sia stato fatto. Dove faccia acqua un piano così ricco, così maledettamente pieno di azioni, di esperimenti, di cose fatte.

Ci arrivi solo dopo, a capire cosa manca.

Manca che non hai fatto una scelta.

Hai fatto tentativi, ma non hai scelto.

Hai provato mille strade, ma non hai scelto una direzione.

Ti è parso di fare tanto, ma non hai fatto niente.

4 risposte a "TRY"

  1. L’hai fatto ancora. Ancora una volta. A volte ho l’impressione che tu faccia delle incursioni nella mia mente. Hai parlato di me. Ho rivissuto minuto per minuto mesi di vita.
    Solo il finale cambia: non ho scelto, perché non avevo scelta. O meglio, ne avevo solo una, imposta. Ed ho accettato.

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