Cosa ti aspetti quando non ti aspetti niente.

InsommaIMG_7006, io me ne andavo a spasso tra la camera da letto e il salotto, quando il telefono ha vibrato e ci ho trovato scritto dentro uno dei messaggi più brutti e abominevoli che avessi mai letto sul mio conto. Lì per lì sono tornata indietro, verso la camera, lasciando il salotto che, piano piano si allontanava dal mio campo visivo, muovendomi all’indietro, come un gambero. Non so perché ho pensato che, forse, tornare in camera sarebbe stato come una specie di macchina del tempo, come un modo per non consentire a quel messaggio di partire, dall’altra parte dell’etere. Sono rimasta attonita diversi minuti chiedendomi le classiche cose che ci chiediamo quando restiamo attoniti, tra cui: ma come cazzo è possibile?

Poi ho deglutito, trascinandomi nello stomaco un sapore disgustoso che, nel frattempo, mi si era formato in bocca.

Superati i primi tremori, ho avvicinato lo schermo colorato alla faccia, ho usato le dita per riaprire l’applicazione e me lo sono ritrovato di nuovo sotto il muso, il messaggio, con l’orario e il resto.

L’ho, dunque, riletto. A caccia di qualche dettaglio o svarione ortografico che mi facesse pensare ad uno scherzo, a una provocazione, a un simpatica goliardata. Eppure era tutto a posto: lucido, perfetto, asciutto, volontario, forse, covato da tempo.

Sono i momenti nei quali vai in regressione intellettuale, credo, almeno io ci stavo rapidamente andando e la tentazione di mettermi seduta a succhiare il pollice se la batteva con quella di comporre il numero e vomitare verde addosso all’autore-editore del piccolo scritto ingiusto.

Ho inanellato atomi di pensato, a destra e sinistra, senza continuità.

Poi, mi sono resa conto che ero in camera mia. Certo, io sto in affitto, niente è proprio mio, ma, al momento, questo è il posto più vicino al concetto di ‘cosa mia’ che mi venga in mente. Ho visto il sole fuori dalla finestra e mi sono ricordata di quanto desideri andare a New York e vedere Rodin e conoscere tutto quello che non conosco e fare tutto quello che c’è da fare, e non so se me lo merito, non so se il contenuto di quel messaggio rispecchiasse anche solo in minima parte quello che io vivo come mia verità, ma ho pensato anche che, di certo, chi l’ha scritto non verrà con me in nessuno di questi posti e non farà con me nessuna di queste cose. Credo sia una rassicurazione sufficiente a placarne le dita.

Sono tornata in salotto, ho cancellato il messaggio e mi sono rimessa a non aspettarmi niente da nessuno.

4 risposte a "Cosa ti aspetti quando non ti aspetti niente."

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