Affettazione

C’è, nel profondissimo di me, una parte morbida morbida dove le persone amano gettarsi e riposare per un po’. È una specie di incrocio tra un materasso e il mare. Ci si rotolano come neanche i ragazzini e giurano che mai l’abbandoneranno perché non l’avevano mai avuta sotto il culo una superficie così. Allora cominciano a studiarla: “chissà di cosa è fatta veramente”, “chissà perché, se io faccio questo movimento, lei risponde flettendosi e abbracciandomi in questo modo”, “chissà come mai è così tenera mentre, tutto intorno, pare sia coriaceo, solido e freddo.”, “dove sta la fregatura? Sarà mica una specie di sabbia mobile infida che, più ci si abbandona e meno ti lascia andare?” Allora smettono di rotolarcisi felici dentro e cominciano a toccarla e percuoterla con violenza per capire se si rompe o se si riesce a estrarre il segreto della sua consistenza. Quella resiste, per un po’. In fondo, è così da sempre, mica si fa intimidire da qualche manata di troppo. Poi, però qualcuno estrae qualcosa di acuminato e comincia a tagliare. Al primo taglio non succede niente perché c’è veramente tanta roba lassotto e le fenditure si rimarginano con straordinaria rapidità. Poi, però cominciano proprio a infilzarti, ad agitare la lama e, mentre conducono il macabro esperimento ridacchiano e parlano ad alta voce con qualcuno che è fuori e io non riesco mai a vedere chi è. Affettano e ridono e si convincono di farti un favore a dimostrarti il reale livello di resistenza di quella parte di te. Ti chiedono di esser loro grati per l’esperienza. Quando il materasso è totalmente stracciato e il mare si è prosciugato, escono, soddisfatti della loro opera, ti guardano in faccia e ti fanno una carezza. Poi ti voltano le spalle, togliendosi dalle braccia i tuoi brandelli, con gesto secco, e vanno a farsi una passeggiata in centro, perché il caffè, da quelle parti, è migliore

3 risposte a "Affettazione"

  1. Ciao Chiara, grazie a Pratosfera sono venuto a conoscenza del tuo blog. Mi piace ciò che scrivi, e penso che la scrittura sia un ottimo spunto e punto di partenza per un’interpretazione fotografica di ciò che ci circonda… La scrittura e la lettura aiuta a guardare le cose da tanti punti di vista diversi…

    Saluti e ancora complimenti. Antonio (estrophoto)

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