Vuoti a perdere

Li hai visti più quelli che si andava nelle sagre di paese insieme, d’estate, si beveva vino rosso scadente e si finiva a cantare “io, vagabondo che son’io…” fino all’alba, tutti mezzi abbracciati e ciondolanti, con il cuore appagato dalla convinzione che non ci saremmo mai persi, mai dimenticati?

Li hai visti più quelli a cui hai permesso di copiare i compiti d’italiano, storia, matematica, chimica e sa il cazzo cosa, inebriata dal desiderio di piacere a chi occupava quell’occulto centro di potere degli ultimi banchi, ai margini di un’aula di scuola, in bilico tra l’istinto alla Rivoluzione e il bisogno di prendere il pezzo di carta?

Li hai visti più quelli che hai fatto sedere al tuo posto in metropolitana, che hai salutato nei negozi e non ti hanno risposto, che ti hanno ammiccato sui treni, che ti hanno sfiorato la mano durante una cena, che ti hanno accompagnato a casa quella volta, a cui hai regalato il tuo ombrello perché non si bagnassero, mentre tu eri fradicia e correvi scalza sull’asfalto, con le scarpe in mano, a cui hai prestato la macchina e ti hanno spaccato lo specchietto, che hai protetto dalle botte di padri infuriati, a cui hai regalato libri, film, cassette, l’anima?

Li hai visti più quelli dei grandi progetti, dei grandi percorsi, dei grandi discorsi, dei grandi traguardi, dei grandi viaggi, dei grandi soldi, dei grandi “spacchiamo il culo a tutti”?

Li hai visti più quelli che ti hanno toccato, baciato, leccato, strofinato, ingoiato, morso, graffiato, quelli delle labbra premute sull’interno delle tue cosce, sul tuo ombelico, sulle palpebre, sui fianchi, a cui hai preparato la cena mezza nuda, a cui hai riso in faccia, se facevano ridere, con cui hai pianto, se facevano piangere, che hai salutato mentre si allontanavano, con la gola chiusa, senza dire una parola per trattenerli?

Li hai visti più quelli che si sono esaltati dentro il tuo sguardo, che hanno prenotato, scritto, fatto, detto, promesso, giurato, stretto e poi allentato la presa, giusto per farti male e il solletico insieme, a cui hai ricucito i bottoni, pulito la bocca, pestato i piedi, spezzato la voce?

Li hai visti più quelli che “ti amo”, “non posso vivere senza di te”, “ti prego, non mi lasciare”, “ti voglio al mio funerale tra 200 anni”, “mi vuoi sposare”, “come faccio se non ascolto la tua voce nei prossimi 23 secondi”?

Li hai visti più quelli che “ci sentiamo prestissimo, che ho voglia di vederti e ti devo raccontare tante di quelle cose”?

No? Ecco, nemmeno io. Ma non ne farei un dramma. Ci perdiamo per molto meno.

13 risposte a "Vuoti a perdere"

  1. A volte li ho rivisti, ma non è detto che sia stato un bene, talvolta ho apprezzato più quelli che si sono dimenticati rispetto a quelli che sono tornati 10, 100, 1000 volte a fare le stesse cose per poi andarsene via di nuovo.
    Ma sì, ci perdiamo per molto meno e magari è meglio.

  2. …tu mi sorprendi sempre , mi disse lei un giorno .
    io non trovai le parole per rispondere , ma ero felice …forse ero riuscito a donarle un attimo di gioia …
    mi emozionava come nessuna mai , mi piaceva piacerle , mi faceva stare bene pensarla…
    ancora oggi , quando la penso , mi sento bene…forse per lei non è la stessa cosa…ma tant’è…
    si ci penso sempre .
    la ricordo proprio come fosse adesso…

  3. E’ normale che tu non li abbia più visti. Ed è normale che non li abbia mai più visti nemmeno io. L’intelligenza, la grinta, una donna che emerge è scomoda, mia cara Chiara. Rende scomoda la vita. Meglio eclissarsi con la deficiente che permette tutto e li venera pure.

  4. Le hai più viste tu quelle che ti dicono di disprezzare il maschio alfa, quello che va in caccia della preda giovane, e che “… dimmi che quando vivremo insieme passeremo giornate intere senza neppure uscire dal letto … e non queste ore rubate ai nostri 16 anni …” e dopo un po’ se ne vanno con un ciccione di 10 anni più vecchio e quando gli chiedi perché “… quella non ero io …” ?
    Le hai più viste tu quelle ti scrivono “… mi capita spesso di pensare a te, a noi, quando faccio altro, e ogni volta penso che sto bene, che sono passati cinque anni, ma ti desidero come fossimo all’inizio e nel tempo cresce la nostra capacità di stare insieme di confrontarci e comprenderci … e non voglio mai perderti … “, e dopo quindici giorni non riescono più a vedere un futuro insieme a te ?
    Non le ho riviste, ma le ho inseguite, so che non sono state felici e non riesco a non farne un dramma.

  5. Li ho rivisti non volendo e ho pensato ” avevo ragione io, vuoti erano e vuoti sono rimasti”.
    La vita va avantie non si volta indietro…la seguo 😉

    Ogni tanto passa di qua e sbircio, se posso…

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