Post it

Molti post it e molti porca puttana. Detestabile questa cosa di attaccare e staccare, mi pare tanto violenta, per cui non ne coltivo l’abilità, così finisce che attacco molto e stacco molto poco, accumulando appunti di cui non capisco il significato. Perlopiù si staccano da soli, svolazzano a terra, finiscono sotto la scrivania o li travolgo distrattamente e mi pare un sacrilegio, quelle erano idee, santocielo! Quindi raccolgo, registro la presenza della mia impronta, ripongo in una scatola, con cura, poi, periodicamente, sfoglio, riguardo e ci faccio i conti. Il fatto di avere un piede grosso, in realtà, non mi ha mai aiutato. Ma le cose si staccano totalmente a caso? E, altrettanto a caso, si fanno passeggiare addosso? Probabilmente sì. Ma poi, vallo a sapere.

Debra Winger ne “Il the nel deserto” veniva presa in giro perché vedeva significati ulteriori ovunque: un sogno, un’auto bianca parcheggiata in un certo punto piuttosto che un altro. Presagi, segni di sventura, moniti del cosmo riunito, avvertimenti. Ho goduto come un riccio della morte di Port. Port doveva crepare, anche solo per averla presa in giro una volta o per averle accarezzato la pancia senza desiderarlo davvero o per essersi divertito con una tizia tutta veli e tatuaggi che poi ha, giustamente, cercato di derubarlo. Ciao, Port, grazie per aver portato Debra nel deserto e complimenti per non averle creduto mai. Fatti un’altra risata, è tutto a posto.

Così quando, ieri sera, mi sono chinata a raccogliere l’ennesimo post it ribelle e ci ho trovato scritto sopra il tuo nome, non lo so, ho avuto un fremito e mi sono fatta carico di tutte le indicazioni imprecise di universi paralleli, la cui fastidiosa presenza non è mai stata dimostrata, ma mica tutto quello che non viene dimostrato è per forza falso.

L’umore ha fluttuato forte forte, mi sono guardata le mani, ho analizzato la linea della vita e ho cercato di trovare una qualche traccia del tuo passaggio che, magari, mi si era formata nella notte. Ho arrotolato il post it a mo’ di sigaretta, lisciandolo con le dita, che sono diventate blandamente appiccicose. E così, persa in questo gesto senza apparente significato, sono rimasta diversi minuti indecisa sul da farsi. Poi non ho fatto nulla. Ti ho riposto. Con cura. Ma posso assicurarti che non ti ho calpestato. Mai. Questo, almeno, vorrei ti fosse chiaro.

 

2 risposte a "Post it"

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