L’odore delle bestie appese non fa paura

In ascensore mi ero guardata tutto il tempo le nocche. Sembravano nocciole incassate nel dorso delle mani. Ci avrei potuto picchiare qualcuno con quelle? Ho attraversato il portone senza aspettare che si richiudesse. Nessuno aspetta mai che il portone si richiuda, è da sfigati. Giusto le vecchiette. Sorpassavo la macelleria trattenendo il respiro, che l’odore delle bestie appese fa paura. Ho preso un caffè ristretto al solito bar, era il periodo che non mangiavo niente a colazione e lo sentivo scendere dritto nelle mucose gastriche come un serpente ingoiato intero. Ero tranquilla, fiera, resistente. A metà strada sono franata a terra. Non so bene, ma le gambe mi hanno detto che volevano riposarsi e non rivolgermi più la parola. Mi ricordo il bordo strappato di un volantino abusivo e un paio di nuvole, poi notte. Mi ha raccolto un farmacista che odorava di farmacia. L’odore che avrei sentito per i tre anni successivi. Faceva molta più paura di quello della macelleria.

E’ la settimana della salute mentale.
Che siamo matti lo sappiamo.
Ma, se c’è dell’altro, vi prego, non sottovalutatelo.

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