Mai più riuscì a mentire senza ricordarsi di lei

Sentì che era il momento di inventare una balla.
In fondo, erano diversi giorni che non ne diceva una e iniziava a sentirsi strano, come malato. Era curioso: spogliato dalle scuse, dalle mezze verità, dalle omissioni, dalle bugie bianche, dalle scorciatoie, dalle provocazioni si sentiva disarmato. Un soldato in prima linea privo di strumenti di difesa contro un mondo cattivo e pretenzioso che gli tirava i piedi per sapere chi fosse davvero e cosa fosse realmente in grado di fare e di dare.
Era davvero troppo. Era un affronto. Nessuno è abbastanza forte per essere se stesso, pensava. Meno che mai per accettare di non essere questo granché, come aveva sempre amato credere, come era sempre riuscito a far credere un po’ a tutti, nel corso del tempo.
Così, respirò a fondo, si schiarì la voce, la guardò negli occhi e le disse: “non posso”, sistemandosi i capelli ormai brizzolati.
Lei si perse a guardare l’orizzonte e le luci della città le parvero bugiarde, anch’esse. Si allontanò di qualche centimetro da lui e ascoltò il proprio battito cardiaco nelle orecchie.
Poi gli porse la mano aperta, come si fa con gli animali selvatici per farli avvicinare quando hanno paura.
“Vieni qui”, gli disse. Guarda.
Lui era riluttante. Perché erano ancora lì? Perché quella bugia non lo stava salvando? Si avvicinò per pura curiosità, abituato com’era a vivere di speculazioni e dietrologie.
Il palmo di lei, pallido e carnoso fluttuava a mezz’aria, le dita come matite per colorare.
Notò che la linea della vita era assai più breve di quella dell’amore e della testa, ed era tempestata da minuscoli solchi trasversali.
“Tu sei questo”, disse lei, indicando un piccolo taglio, ultimo di una lunga serie.
Lui avvertì improvvisamente l’intero suo corpo risucchiato nella mano di lei, come se qualcosa di enorme lo avesse afferrato e stesse cercando di sollevarlo da terra.
Gemette di paura, urlò “smettila” e corse via.
Non si videro mai più.
Mai più riuscì a mentire senza ricordarsi di lei.

3 risposte a "Mai più riuscì a mentire senza ricordarsi di lei"

  1. e la notte , quando la sognava , quell’incontro lo metteva con le spalle al muro , la sua caparbietà , la sua tenacia , sembravano dissolversi , sparire , in qualche angolo della mente , lui , cosi pieno di se cosi egoista , di fronte a lei in quel sogno , diveniva piccolo piccolo e pieno di dubbi .
    perché si chiedeva , perché , questa donna riesce a far vivere in me contraddizioni cosi profonde , chi é lei , ed io che cazzo sono , cosa sono diventato , un illuso , un reietto , un pessimo elemento , incapace di affrontare se stesso senza averne timore oppure un mediocre , semplicemente un mediocre senza nerbo e senza palle ,cosi come li definiva lei ?
    i sogni insieme fatti di pensieri , contornati da ombre lo costringevano a riflettere, e lei divenne per lui , croce e delizia , specchio dell’anima .
    l’anima nera del peccatore , che in cerca di riscatto , anelava una piccola fiamma , ad illuminare una vita fatta di percorsi sbagliati .
    e lei era li , anima conciliante , a tendergli la mano , per fargli capire dove lui si era perso …

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