Il capo (danno). Senza capo, nè coda

Non c’è nessun capodanno.

C’è il buffo dito contuso dai tasti e la principessa al paesello.

C’è un trono senza re perché il re è fuori e ha messo la segreteria.

C’è la colossale batosta che fa giro giro tondo e tutto si congiunge, mani e piedi e scarpe nuove e addio, sogni di gloria.

C’è un qui ed ora, un lì e allora, un domani e dopo, ma non c’è un capodanno, anzi c’è: c’è che è sempre un ricominciare da capo, ogni minuto, ogni secondo, ma senza festa. No, la festa è per chi non vuole trovare, né provare, la festa è per chi ha i denti splendidi splendenti del non averci a che fare.

C’è che, scusate, ma non ci credo. Scusate, ma non ci vedo.

C’è che, scusate, se consumo e brucio ed, evidentemente, spengo e resta un’eco. Ma non si capisce cosa dica.

C’è che: “no, per carità, troppo vicino”, ma anche, “no, per carità, troppo lontano”, ma anche: “no, per carità, troppo in mezzo”, in mezzo alle cose che si devono fare, in mezzo a quello che non si può avere, in mezzo a quanto è stato fatto mai e mai si farà, in mezzo al prima che esistessi, in mezzo al come hai osato esistere.

Perché stai qui in mezzo, se questo non è abbastanza il tuo posto? Perché stai qui in mezzo priva di perfezione?

Perché stai qui in mezzo che non ci ricordiamo come ci sei finita? Non è che ti ricordi come ci sei finita, per caso?

C’è la lista nera dei perché che chiedono e c’è la lista bianca dei perché che spiegano, ma nessuno la trova, quando serve.

C’è che non respiro. C’è che ho tanto spazio e invito a invadere lo spazio e, con fare gentile, mi rammollisco all’istante, divento il gatto di un cartone animato, mi metto in adorazione, allungo il collo e tento d’acchiappare uccellini gialli che spiumacciano in giro per portarli al mio padrone, del quale, nella scena, si vedono sempre e solo piedi pantofolati e una mano tesa ad accarezzare per caso.

C’è che mordimi ancora un po’ e succhiami via la vita, poi apri la bocca perché io te la risoffierò dentro.

Lo sai fare, questo giochetto, messere?

C’è una lunga bacchetta da maestri per picchiare le dita, c’è una lavagna su cui far scorrere le unghie, ma io le ho corte corte e allora mi ci nascondo dietro, m’impiastriccio col gesso, m’impiastriccio col gesto.

Ma poi, da lì dietro, vedo il banco vuoto e mi avvicino e mi ci siedo e lo tengo al caldo. Come una chioccia.

Perché quello è il posto di chi ha ancora voglia d’imparare. È il posto di una certa dolcezza.

Non c’è nessun capodanno, ma ci sono i botti. Ehi, ma tu, quelli illegali, dove li avevi nascosti?

C’è azione, reazione, coazione e coglionazione.

Ci sono il saggio, il vecchio, il mare, una balena molto grossa e molto bianca da cacciare, ma vola e niente, non si riesce.

C’è un avanti che indietreggia e c’è un dietro che scoppia di salute, si fa in quattro, in sei, in otto.

No, l’otto no, l’otto mi sta sulle palle, ormai: è solo uno zero con la cintura stretta in vita.

Certo che, però, se lo sdrai, diventa il simbolo dell’infinito, e quasi quasi lo rivaluto.

Ma non ci posso pensare, ora. Non posso pensare a tutto, ora.

C’è che io spacco perché escano succhi e luce, ma non è detto che bastino le mie mani a raccogliere o a difendere gli occhi offesi.

E, se questo scritto vi sembra surreale e assurdo, non avete idea di quanto lo sia la realtà.

Ma non ci pensate, è quasi capodanno.

9 risposte a "Il capo (danno). Senza capo, nè coda"

  1. Sputa. Sputa rancido. Sputa a terra ciò che le appartiene.
    Ingolla. Ingolla fracico. Ingolla ciò che non ti tiene.
    Spazzola. Spazzola bene. Spazzola ciò che ti appartiene.
    Lascia. Lascia che sia. Lascia ciò che ti viene.

  2. Trovo tu sia una gemma , per niente scontata, la tua inquietudine è ovviamente la tua forza e la certezza(perdona la presunzione) di una dolcezza …rara.
    Gina
    (Ginaginevra su twitter)

  3. Sei veramente brava, non so se hai scritto qualche libro, il famoso manoscritto nel cassetto, ma il potenziale che si nasconde dentro il tuo cuore è enorme.
    Non lo dico per farti un complimento, ma io di scrittura qualcosa ci capisco ( vanitoso? effettivamente un pochino lo sono) Ciao 😉

    • Grazie davvero per la tua attenzione.
      Essere vanitosi non è sempre una cosa brutta, credo 🙂
      Ho due libri in uscita nei prossimi mesi: un ebook e un cartaceo. Incrocio le dita.
      Speriamo che il cuore ci si legga.
      Intanto grazie 🙂

      • Quando esce il tuo ebook mandami un tweet che lo leggo volentieri, ma ti avverto sono un critico onesto/farabutto, spietato/costruttivo 🙂

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