Chiamate la pulizia

Dopo il gioco si hanno le dita nere. Le madri sbraitano per quelle dita e ti fanno sentire un ladro, ma lo fanno per il tuo bene, pare. Ti urlano: “guarda come ti sei combinato! Guarda che sporcaccione!” e il loro labbro inferiore si carica di un’energia tremolante pronta a esplodere in un grido al cielo o in un pianto.

C’è una fase della vita in cui solo il sapone pare calmare una madre. Quel quadratone molle e scivoloso doveva avere proprietà taumaturgiche incredibili, iniziai a pensare.

Un giorno avevo di nuovo le dita nere e, spaventata, corsi al lavandino del tinello, afferrai il sapone e lo feci ruzzolare a terra con un tonfo simile a colpi di pugno. Era una saponetta color avorio che si insudiciò subito della polvere del pavimento.

Mia madre urlò, si avvicinò a grandi passi e iperventilò a un centimetro dalla mia faccia.

«Da dove viene il sapone?», balbettai io, nascondendomi le dita con le altre dita.

Lei parve calmarsi. Diamine, se funzionava questa cosa del sapone, continuai a pensare.

Mia madre lo raccolse e mi spiegò che lo prendevano dalla pancia delle balene.

A me girò la testa. Come sarebbe le balene? Ma le balene balene?

Sì, le balene balene. Poi si allontanò per fare la madre in un’altra stanza.

Restai pietrificata. La balena era così grande e il sapone così piccolo. Mai più.

Decisi a pochi anni che non mi sarei mai più lavata le mani col sapone per combattere il sistema. Al massimo un po’ d’acqua, ma dovevo ancora accertarne la provenienza.

Così, per diversi giorni, i giorni che a un bambino paiono secoli, mi rifiutai di usare il sapone della vergogna e della violenza sulle balene, raccogliendo alternativamente urla, tirate di capelli, occhi al cielo, risate fragorose, totale indifferenza.

Non so bene quando, qualcuno, non so bene chi, mi spiegò che, anche se io fossi rimasta con le dita sudicie fino a farle putrefare e poi cadere, la caccia alle balene non si sarebbe fermata perché io ero una sola, piccola, sconosciuta e non contavo niente, mentre chi le uccideva no.

È sempre un colpo realizzare che i tuoi sforzi non serviranno.

È sempre importante capire presto che si può essere puliti in molti modi.

2 risposte a "Chiamate la pulizia"

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