L’asticella

“Non posso fare a meno di pensare che, se non ci fossimo lasciati in tempo, anni fa, saremmo finiti a detestarci, a fare piccole guerre intestine, a lanciarci frecciate a distanza. Oggi non riusciremmo nemmeno a parlarci”.

“Ti sbagli. Sono cose che non ci riguardano…”

“Lo pensano tutti, ma poi…?”

“Nel nostro caso è diverso…”

“E perché?”

“Perché quelle piccole guerre e quelle frecciate ci avrebbero divertito così tanto da farci amare ancora di più, ancora più disperatamente. Un uomo e una donna che lottano con correttezza per riprendersi l’attenzione dell’altro sono sempre un gran bello spettacolo, no?”

Così disinnescava l’ennesima bomba che volevo fargli scoppiare in faccia.

Così colava il miele del suo amore complesso e senza limiti sui miei ingranaggi, inceppati dalla tristezza.

E, di nuovo, lo odiai per aver fissato nella mia vita un’asticella così alta, impossibile da scavalcare, per chiunque.

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