La sua Marta

Una volta stavo con un ragazzo biondo. Se non sbaglio è stato l’unico biondo con cui sono stata insieme. Mio padre diceva che gli uomini biondi non sono uomini, ma credo fosse perché aveva patito la guerra, i tedeschi e i continui stupri dell’unica sorella da parte dei soldati.

Ma, insomma, questo ragazzo biondo faceva l’assistente alla cattedra di storia e non ci amavamo: scopavamo soltanto. Con grande educazione perché io ero una brillante studentessa e lui un assistente alla cattedra di storia, mica degli animali.

Una volta gli venne la febbre e io gli portai dei biscotti al cocco, poi disse che aveva da fare, sia con la febbre che con altre cose importanti, tipo scrivere un libro o non so cosa. Quindi me ne andai poichè ero molto educata e poi non lo amavo. Questo rendeva la questione dei biscotti al cocco o del salutarsi semplice e indolore.

Per qualche mese si uscì insieme: cinema, ristorante cinese. Niente che ci segnasse.

D’estate mi chiese di correggere le bozze del suo libro, chè la sua editor, Marta, forse non ce la faceva da sola. Io mi sentii tutta speciale e passai i pomeriggi di luglio a togliere accenti e a elidere parole che andavano elise.

Mi raccontò di Marta che aveva un debole per lui, ma lui no, boh, forse, non sapeva, poi c’ero io, poi era biondo. Le acque erano confuse.

Arrivò, quindi, il giorno che smettemmo di vederci. Cioè, così, capitò, basta, io non volli più, senza lagne. Lui non era contento e non mi parlò per un po’. Quando uscì il libro mi mise nei ringraziamenti. Tutto qui.

Anni dopo ho saputo che si è sposato con Marta. Che tutte le conoscenze in comune la chiamavano “la sua Marta”. Io non ho mai detto nulla, ma, a me, pareva che “la sua Marta” fosse più che altro “boh, non lo so, poi ci sei tu”, ma, nel tempo, era diventata “la sua Marta”. Dev’essere così che nascono le leggende metropolitane.

L’invito al loro matrimonio lo ha dipindo lui a mano perché, forse, nel frattempo che “boh, non lo so” era diventata “la sua Marta” aveva conosciuto l’amore vero, non quello da stracci di tempo e l’intera sua persona era diventata artistica.

Se non mi fossi tirata indietro, avrebbe spostato la sua Marta?

Non lo so.

Non ne voglio parlare.

 

 

 

 

 

 

2 risposte a "La sua Marta"

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