Dal vangelo secondo Outlook2 – Vorrei dirti.

Vorrei dirti, basta, tu lo sai che sono torturato dal pensiero di te? Ed è un pensiero dolce come mai (come non sei tu), e come non avevo da milioni di anni, ma mi ricordo che una volta i Pensieri del Cuore erano fatti così, implicavano effetti collaterali di puro dolore, e quindi tutto ciò dovrebbe essere una cosa positiva, se non fosse che mi ricordo che una volta avevo molte più speranze, e forse sopportavo meglio il dolore, e avevo molta più forza, e avevo anche avversari meno imbattibili. Vorrei dirti, basta, ma c’è una possibilità che poi tu mi ascolti davvero, e questo mi fa un po’ paura. Non voglio ancora smettere. Io non voglio né vincere né perdere, solo che tu mi ricordi. Per non dimenticarti, sto vivendo con una mano premuta sul cuore. Ogni volta che te ne vai, mi strappi le radici dal cuore, e fa un po’ male – è una pianta giovane, e debole, tu lo sai (e non ci credi, eh?) Smettila di non crederci, come potrebbe non esser vero, se è vero che (e te lo ripeto per l’ultima volta, cerca di segnartelo…), uno, mi hanno fulminato da subito le parole che dici con quegli occhi, due, (al momento) non mi viene in mente una cosa più morbida e bagnata e dolce delle tue labbra, tre, provo un (in)sano desiderio di mordere (piano) i tuoi capezzoli, quattro, semplicemente adoro il tuo senso dell’ironia, cinque, grazie a te, ho ritrovato la forza e gli stimoli per vivere più degnamente questo momento storico, ed è per me una cosa grandiosa e importante, cinque, sei tanto piccola e hai un cuore (anche un cuore) e un cervello enormi, sei, l’idea assurda di un piccolo rimpianto dentro di te, al momento è la cosa più grande a cui posso aspirare. Ma è una cosa immensa. A te non farà male. Te lo prometto.